Ed ecco Siena, la beneamata, la città dove il mio cuore si compiace veramente.
Terra di gente amabile, luogo dove tutti hanno bevuto il latte della bontà umana.
Ti antepongo a Firenze per sempre.
Le tre colline su cui è costruita ne fanno una città dove non esistono due strade uguali, tutte contrarie ad assoggettarsi a qualsiasi geometria.
Questo meraviglioso colore, il colore del corpo brunito dal sole, ma che è anche il colore della crosta del pane di granturco, questo colore meraviglioso va dalle pietre alla strada ai tetti, addolcisce la luce del sole e si cancella dal viso le ansie e i timori.
Non può esservi nulla di più bello di questa città, il cui segreto, tutto da decifrare, è racchiuso nello scrigno del Campo: una piazza inclinata e curva come una conchiglia, che i costruttori non vollero spianare ed è rimasta così, come se fosse un grembo.
Avrei voluto un giorno poterci vivere, con una finestra tutta mia, affacciata sui tetti color argilla, sulle persiane verdi delle finestre, come nel tentativo di decifrare da dove venga questo segreto che Siena mormora e che io continuerò a sentire, benchè non lo capisca, fino alla fine della vita.
Questo scriveva Josè Saramago, a cui Siena, nel 1999, donò una laurea honoris causa.
