
A Siena, dire "dal Titti" è un'espressione che ha un unico significato, legato al mitico Tabacchi di Piazza gestito dalla famiglia Mocenni, amici carissimi di cui Duccio ( che vedete in foto) è uno degli esponenti.
Dire "Tabacchi" e basta però è assolutamente restrittivo: questo locale, all'angolo del Casato di Sotto, sulla Piazza assolata d'estate e talvolta innevata d'inverno, è un vero punto di riferimento per senesi e non.Da qui si passa anche per un saluto, per due chiacchiere, per sapere le ultime novità del cuore di Siena, sempre accolti da un sorriso e da grande gentilezza.
Qui i turisti non solo acquistano souvenir e cartoline, ma trovano la disponibilità di un vero e proprio ufficio di informazioni turistiche: " Where's the Cathedral?" senti dire entrando, e subito Duccio, in buon inglese, si adopera per fornire informazioni.
Immaginate le centinaia e centinaia di persone che varcano questa soglia ogni giorno, che oltrepassano quest'ingresso dal pavimento in travertino dall'originale forma di conchiglia, specchio in miniatura della nostra celebre Piazza.Immaginate quante domande, quante richieste che esulano dall'attività investono queste tre persone...
Il giorno in cui è stata scattata questa foto era la mattina del Palio di Agosto.E' solo l'apparenza dovuta alle attenzioni degli avventori in quel momento che lo fa sembrare un locale tranquillo, in realtà è sempre affollatissimo, ma per tutti c'è una parola gentile, e il tempo che nonostante il gran daffare riescono a dedicarti sempre.
Non sono solo i monumenti, le opere d'arte, che fanno grande la nostra città, ma anche personaggi come Duccio, suo padre, il mitico "Titti", e sua madre.
Difficilmente lo troverete chiuso, e quei pochissimi giorni in estate che si godono il meritato riposo incontrano il dispiacere della popolazione senese.. eh sì, il Titti chiuso genera una sorta di sconforto, ma capita molto di rado.Per nostra fortuna.
Note storiche:
Fondata dal bisnonno dell'attuale titolare, la tabaccheria ha sempre mantenuto la medesima collocazione, nel Palazzo Berlinghieri, che all'inizio del Novecento era già di proprietà comunale.L'esercizio, già iscritto alla Camera di Commercio nel 1912, conserva la vecchia insegna della "Rivendita Tabacchi n.28", alcuni strumenti di lavoro come la bilancina per pesare il sale, che si vendeva sciolto, e la ghigliottina per tagliare i sigari e fare il "mezzo toscano".In base all'autorizzazione statale del 1925, la tabaccheria potè esercitare la "vendita al dettaglio di privative, coloniali e generi alimentari", e fino al 1966 vendere anche le cartucce per fucili da caccia.
