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Osservare i particolari: gli "erri"
Pubblicato da Daniela in Storia senese • 09/01/2010 20.21.17

Ammirando l'allegoria del Buongoverno, si notano in corrispondenza delle parti basse delle finestre, delle sovrastrutture orizzontali, certamente dei pali in legno fissati al muro.Non è un caso, fa parte di una diffusa piccola realtà urbanistica dell'epoca.
Dopo settecento anni dall'affresco-fotografia del Lorenzetti, ritroviamo in alcuni casi, sulle facciate più antiche e rappresentative del centro storico, i sostegni in ferro dei bastoni.
Si chiamavano "erri", a causa della particolare forma che somiglia a una lettera R rovesciata.La collocazione di un drappo fissato sopra e sotto la finestra, costituiva un riparo dal sole e dal freddo a seconda delle stagioni, simile alle attuali tapparelle.
All'estremità bassa, il panno era fissato a un bastone che teneva teso il tutto e veniva a sua volta appoggiato sulla pancia concava della "R".
In caso di feste e celebrazioni solenni, al bastone veniva applicato un drappo prezioso, che scendendo al di sotto della finestra, andava ad addobbare la facciata dell'edificio per renderlo più elegante al passaggio della processione o del corteo.
Alcuni palazzi senesi dove potrete ancora trovare gli erri medievali sono Palazzo Sansedoni, Palazzo Vincenti, una serie all'interno della porta in Fontebranda, in via di Città, ed anche a Palazzo Masi, come da foto.

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